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Indica, sativa, THC

Indica, Sativa, THC sono parole che trovi scritte dappertutto in ogni negozio di semi di cannabis. Ma cosa significano? Abbiamo creato questa pagina per farti sapere di più sulla cannabis, così che tu possa scegliere la varietà che è soddisfacente al 100% per te. Ma andiamo con ordine. Indica e Sativa sono nomi che vengono spesso accostati alla pianta di cannabis. Oggigiorno molti scienziati sostengono che esiste una sola varietà di cannabis, chiamata Cannabis sativa L. In ogni modo, molti altri scienziati sostengono la divisione della cannabis in tre specie: Indica, Sativa e Ruderalis.


Indica

Una pianta indica è di solito non molto alta (circa 1.5 mt max.) ed ha la tipica forma ad albero di Natale. Queste piante si sono sviluppate in località montuose o di alta collina (es: Nepal, nord dell'India). Sono robuste e facili da coltivare. Esse sviluppano grosse cime molto dense, coi calici ammassati l'uno sull'altro. Queste varietà tollerano i piccoli stress senza problemi. L'effetto di una pianta indica è spesso descritto come corporale, cioè uno stato di relax profondo sia per il corpo che per la mente. Se dovessimo fare un paragone col vino, un' indica sarebbe un rosso corposo e dall'alta gradazione alcolica.

Sativa

Una pianta sativa è di solito alta (1.5 mt ed oltre) con rami più corti di una indica. Queste piante si sono sviluppate in aree tropicali (Caraibi, isole della Thailandia). Ci sono molte più cime che su una indica, ma meno dense. L'effetto di una sativa è spesso chiamato cerebrale, rispetto ad una indica agisce meno sul corpo e di più sulla mente, dove da un feeling che può andare dal creativo allo psichedelico a seconda della potenza. Se compariamo una sativa al vino, essa è lo champagne della cannabis.

Ruderalis

La cannabis ruderalis non è destinata alla produzione di marijuana. La ruderalis è una specie di cannabis originatasi in Russia, alta circa mezzo metro, senza rami laterali e con piccole cime o addirittura senza cime. La ruderalis è usata negli incroci per aumentare la robustezza, oppure per fare in modo che la pianta fiorisca in relazione all'età piuttosto che alle ore di luce che riceve, come ogni altra specie di cannabis.

THC

THC è l'acronimo di tetraidrocannabinolo, la principale sostanza psicoattiva che si trova nella pianta di cannabis. Per la pianta stessa, il THC serve a proteggerla da agenti patogeni ed animali erbivori. Il THC offre anche una buona protezione contro i raggi solari UV-B. Gli uomini hanno coltivato la cannabis per migliaia di anni, anche per estrarne THC. Come forse hai notato, noi forniamo il valore del THC per quasi tutte le nostre varietà. In questo senso dobbiamo chiarire qualcosa. Ogni varietà, ogni singolo seme, ha un potenziale. Sta poi a chi lo coltiva tirare fuori questo potenziale. Se in una descrizione leggi 10% di THC, non significa che ogni pianta di quella varietà produrrà automaticamente il 10% di THC. Significa piuttosto che quella varietà ha il potenziale di offrie una resa in THC intorno al 10%. Nelle mani di un coltivatore esperto, essa forse darà un risultato del 12%, mentre nelle mani di un novizio darà l'8%. Tutto questo discorso è per chiarire che un seme non è come un computer dove i valori possibili sono solo 0 oppure 1. E' invece una creatura viva ed il risultato finale è dato dalla somma di un sacco di variabili. Così,mentre diciamo con orgoglio che noi offriamo il miglior potenziale possibile, non posiamo dare alcuna garanzia (e nessuno può) che ogni volta verranno ottenuti i valori indicati nelle descrizioni.

Inoltre, dobbiamo considerare che il THC è la principale sostanza psicoattiva presente nella cannabis ma di certo non la sola. Una cima di cannabis contiene oltre 400 sostanze di cui 61 sono cannabinoidi. L'effetto totale della marijuana è dato dalla combinazione e interazione tra loro di tutte queste sostanze. Oltre al THC, un ruolo da protagonista ce l'hanno il cannabidiolo (CBD), and cannabinolo (CBN). Queste sostanze hanno una azione rilassante e sono inoltre fortemente coinvolte nella regolazione dell'assorbimento del THC. Quindi l'effetto finale è dato dalla sottile combinazione di diversi cannabinoidi.

Non vogliamo andare troppo in profondità con questo argomento, non vogliamo diventare tecnici ed annoiare nessuno. Tieni però in mente questa semplice conclusione: nessuno può dire che una varietà di cannabis è più potente di un'altra solo perchè ha un livello più alto di THC.